
“Le donne che leggono sono pericolose”
di Stefan Bollmann e Elke Heidenreich
prefazione di Daria Bignardi
2007
La prima “recensione” del mio blog è assolutamente intenzionale.
Perché questo è l’ultimo libro che ho letto (anche se sarebbe più giusto dire il primo che ho finito tra quelli che sto leggendo…)
Perché proprio dalla lettura di questo originale saggio mi è saltata in mente l’idea di un blog sui libri (magari divagando qua e là).
Perché ho pensato che fosse ora di far uscire dal quadernetto dove le ho tenute fino ad adesso le recensioni già fatte e arricchire la mia “collezione” facendola però evolvere.
Perché, soprattutto, mi sono detta: quale argomento migliore potrebbe aprire il blog di una lettrice se non le donne, la lettura e la pericolosità delle prime acquisita a causa della seconda?!
Le donne hanno cominciato a leggere saltuariamente e di nascosto.
Saltuariamente perché leggevano nei pochi ritagli di tempo tra una faccenda domestica e l’altra e di nascosto, dai loro padri e dai loro mariti, perché la lettura non era considerata un’ attività adatta a loro.
Infatti, quando le prime lettrici sono state scoperte, a molti uomini si sono drizzati i capelli in testa, a molti altri sono diventati bianchi e qualcuno li ha persi del tutto.
Le donne che leggono sono immorali, perché vanno contro le convenzioni del tempo e in più sono pericolose per sé stesse e per gli altri ! E poi, cosa leggono? E perché? Hanno già tanti bei passatempi innocui, perché mai dovrebbero mettersi anche a leggere? Chissà quali strane idee verranno loro in mente…
Eppure, a ben guardare, quante di quelle prime lettrici “di sfrodo” erano consapevoli della loro pericolosità e rivoluzionarietà?
Pochissime credo.
La lettura femminile (aldilà del saper leggere vero e proprio) nasce innanzitutto come svago, intimo e privato, dai lavori di tutti i giorni (ma pericoloso appunto per quello: cosa potrà combinare una donna non sotto controllo ma anzi lasciata sola con un libro in mano?!), uno svago che non siano i soliti pettegolezzi scambiati nell’ora del tè o mentre si rammenda o si lavora a maglia tutte insieme; solo dopo, e solo per alcune, diventerà strumento di erudizione e quindi di emancipazione.
Le donne che leggono saranno anche pericolose ma hanno da sempre affascinato i pittori e gli artisti in genere.
Ho già definito “Le donne che leggono sono pericolose” un originale saggio; in effetti di saggio si tratta ma è un “saggio iconografico”, per immagini, sulla lettura femminile attraverso i secoli.
Delizia la vista con splendide immagini di donne che leggono, per citarne qualcuna: è intimo e luminoso (come molti dei pochi quadri di questo autore) il ritratto “Donna che legge una lettera” di Jan Veermer; vezzoso “Fanciulla che legge” di Fragonard; familiare e assolato “Il roseto” di Krøier; moderno e spensierato “Lee Miller e Tanja Ramm”, foto scattata dal padre della famosa fotografa, anch’esso fotografo dilettante.
Delizia la lettura attraverso gli articoli dei due autori (più scanzonato quello di Elke Heidenreich, decisamente più storico quello di Stefan Bollmann) e l’ironica prefazione di Daria Bignardi (lettrice dichiaratamente “assatanata” prima ancora che giornalista).
DA LEGGERE: Per le donne è da leggere sui mezzi pubblici, così che tutti si domandino cosa avrai mai di tanto pericoloso; per gli uomini anche così che tutti pensino: “bravo, la prevenzione è importante”
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