
“Creme e crimini – le ricette deliziose e criminali di Agatha Christie”
di Anne Martinetti e François Riviere
prefazione di Jeffery Deaver
2007
Nonostante abbia passato gran parte della sua vita producendo romanzi dove regolarmente “ammazzava gente”, tra l’altro nel modo più freddo e calcolato che esista e cioè col veleno, Agatha Christie era una donna che amava follemente la vita e i suoi piaceri, soprattutto il cibo, la compagnia degli amici (meglio se a tavola), le scampagnate (meglio se con lauti pic-nic) e , io credo, l’amore.
Una donna passionale insomma, una donna che non rinuncia mai, in nessuno dei suoi gialli a tavole imbandite e a golosi tè, ma pur essendo una grande lettrice dei suoi romanzi, non avrei mai sospettato una passione così grande per la cucina e il cibo.
Questo aspetto della “Regina del giallo” mi è stato svelato prontamente da questo delizioso libro dove i due curatori raccolgono le “sue” ricette.
Le virgolette sono d’obbligo: i piatti qui proposti sono quelli della migliore tradizione culinaria inglese (anche se si trovano alcuni piatti esotici, veri e propri souvenir di viaggio) ma sono anche le preparazioni in cui la Christie stessa eccelleva e con le quali amava deliziare i suoi ospiti.
Mi piace immaginarla, in uno scherzo effettivamente un po’ macabro, mentre serve a tavola una prelibata pietanza che però, guardacaso, nel suo ultimo romanzo è la causa del fatto, in quanto avvelenata, avvelenatissima… chissà le facce degli ospiti!
Spesso, quelle presentate, sono ricette complicate e di lunga preparazione, una su tutte la “verza all’inglese”, che però hanno il pregio di riabilitare, almeno in parte, la sempre bistrattata cucina anglosassone.
In particolare sono rimasta senza parole dopo aver letto la descrizione (estasiata) che la stessa Christie fa della davvero luculliana cena per festeggiare il suo ottantesimo compleanno e soprattutto dopo l’ultima portata dedicata esclusivamente alla festeggiata: una pinta (!) di panna del Devon, la sua passione più grande in assoluto.
DA LEGGERE: Se si vuol conoscere qualcosa in più della mitica Agatha e se ci si vuole poi cimentare nella preparazione di una cenetta all’inglese.