
Le Ceneri di Angela
Frank Mc Court
1997
Mettiamo un’infanzia povera, aggiungiamo anche un po’ di infelicità, come se già non bastasse aggiungiamo poi anche un luogo ben preciso: Limerick, Irlanda.
Abbiamo ottenuto un’infanzia povera, infelice e per di più irlandese, il peggio del peggio.
E’ questa la conclusione a cui giunge Frank Mc Court introducendo il suo libro autobiografico, passi per la povertà, che nel periodo compreso tra le due guerre mondiali non era poi così rara in tutta Europa, passi per l’infelicità, che con una padre perennemente ubriaco è altamente probabile ma l’irlandesità che condisce il tutto non lascia scampo, o quasi.
L’autore narra con una sagacia e un’ironia del tutto particolari la sua infanzia di emigrante al contrario; a cinque anni si trasferisce da New York a Limerick al seguito dei genitori che ritornano in patria non avendo trovato la fortuna sperata nel Nuovo Mondo.
Questi due ingredienti, sagacia e ironia, fanno in modo che il romanzo non sia il solito triste racconto irlandese, la narrazione è infatti zeppa di episodi che fanno venire le lacrime agli occhi dal ridere e fanno quasi dimenticare la situazione di perenne indigenza che fa da sfondo a tutto.
Il finale mi ha lasciato un po’ insoddisfatta ma non per colpa dell’autore, a quel punto ero curiosa di sapere tutto quello che gli sarebbe successo in seguito.
Non rimane che una cosa da fare: proseguire nella conoscenza di questo autore leggendo “Che paese l’America” naturale seguito de “Le ceneri di Angela”.
Il perché di questo titolo? Il motivo si intuisce via via nella lettura.
Da leggere: da leggere se si è appassionati di Irlanda e delle sue vicende per tentare di capire come facciano i suoi abitanti ad avere l’allegria nel dna nonostante i tristissimi trascorsi.
Mistero insolubile che rende questa terra ancora più affascinante.