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martedì 27 settembre 2011

L'incontro fortunato

Un indovino mi disse
Tiziano Terzani
1995









   Un amico, parlando di "Un indovino mi disse", mi ha detto: "Bellissimo, il mio preferito di Terzani, secondo me il migliore".
Non so ancora se essere d'accordo con lui in tutte e tre le sue affermazioni, perché questo è il primo testo di Terzani con cui mi confronto.
   Il mio, con questo autore e i suoi libri, è un appuntamento sempre rimandato e finalmente avvenuto; da tempo pensavo: "voglio leggere qualcosa di Terzani" e poi, chissà perché ci sono sempre stati altri libri, altre cose da seguire, da pensare, a cui correre dietro; poi un giorno, in libreria, mentre sceglievo le letture da spiaggia, eccolo lì Tiziano, con i suoi occhi profondi, ispirati, sereni e malinconici al tempo stesso e i suoi baffi folti che non potevano fare altro che ispirarmi simpatia.
  Pareva mi chiamasse dallo scaffale e io non ho voluto resistere, questa volta.
L'incontro fortunato è quindi il mio con questo libro; ho trovato così tanto di me in queste pagine che parlano di viaggi e di avventure, ci ho trovato così tante similitudini con le mie riflessioni e considerazioni di adesso che mi vergogno quasi a parlare di coincidenze e di destino riferendomi a un libro che parla di astrologi, indovini e appunto di destino. Eppure a dire che mi ha aspettato fino ad ora non sbaglierei, perché è quello che mi è sembrato, fin dalle prima pagine.
   Forse non sono capace di recensire questo libro. Mi ha coinvolto talmente tanto che, forse, per parlarne come si deve dovrei aspettare ancora un pò che le cose giuste da dire vengano a galla da sole.
   Tutto, in Terzani, mi colpisce per l'atteggiamento con cui affronta le cose della vita e quindi, di conseguenza, con cui scrive e descrive. In lui c'è come una specie di "ingenua intelligenza" che gli fa comprendere molto ma che gli lascia sempre viva la curiosità di osservare e trarre le sue conclusioni mai scontate.
Quello di non prendere aerei per un anno intero è un semplice pretesto e lo si intuisce subito, Terzani è un uomo colto, arguto ed anche furbo, capace, in molte occasioni, di crearsi il suo destino ed è quello che fa con quella profezia "nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell'anno non volare. Non volare  mai" che lo incuriosisce e gli dà un idea: un anno di viaggi senza prendere mai aerei ma muovendosi con tutti gli altri mezzi possibili senza smettere di fare il mestiere di giornalista.
E così fa: un anno senza volare cercando, ad ogni tappa, un incontro con l'indovino o la maga locale conoscendo una marea di persone, "l'umanità che si sposta carica di pacchi e di bambini, quella a cui, gli aerei e tutto il resto passano in ogni senso  sopra la testa".

Dedicato alla vita, agli scritti alle attività e ai pensieri di Terzani esiste un sito in costante aggiornamento



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